Critiche

VITO ANTONIO LAURINO

“Una riflessione partecipe ed accorata sulla condizione della donna e sulla violenza di cui è vittima. Le immagini, ricche di colore a richiamare la bellezza femminile, sono plasticamente inserite in uno sfondo indistinto e indecifrabile (inquiete e spaventate risultano i volti della madre e del bambino) o minacciate dalla violenza più brutale allegoricamente raffigurata dai marini predatori. Opere di grande impatto emotivo”.

ALESSANDRA LUCIA CORUZZI - Critico d’Arte e perito d’Arte Moderna  e Contemporanea presso il Tribunale di Milano

Un attento scrutare di ambienti del profondo, il tracciare segni virtuosi alla ricerca di forme dimentiche di una arcaica cultura, trovare effetti cromatici, plasmanti pensieri elaborati interiormente, sentire il fluire dell’acqua quale condizione di avvolgente certezza, sono costanti elementi del messaggio artistico di Antonio Pilato. Coinvolgenti spessori plastico-formali, gettati in ricchi intrecci gestuali, immediatezze di intuito, valenti volumi opalini, rievocano canti antichi, racconti lontani, nenie melodiche di antiche terre lontane, e silenti richiami caratterizzano attraverso personali tratti stilistici il messaggio dell’autore. Forze prorompenti estese in pur piccoli tagli esecutivi, intrecciati a contorni carichi di vigore, avviluppati garbugli di pensieri reconditi, impetuosi avvolgono lo spettatore sognante destini sperati. Trascinati in un moto   impetuoso, sollecitati da un percorso intellettivo ricco di quesiti ed alla ricerca di ferme risposte, il segno artistico di Pilato diviene chiaro. Di fronte al suo operato ci si fa prendere da ansie, desideri di salvezza, necessità di ancore vitali, di giustizia,  proposte di attenzione verso i modelli  esistenziali: ed in questo l’artista è maestro.

FULVIO PAPI - FILOSOFO

Antonio Pilato si avventura molto felicemente in una pittura che vuole essere una rappresentazione (vor-stollen, mettere davanti) di eventi del mondo secondo una vocazione narrativa che solo un percepire morale può instaurare nella sua energia espressiva. Abituati ai numerosi collassi manierista, all’aggressività di superficie, o a segni inevitabilmente ridotti nell’angolo della decorazione, questa pittura evoca e, in un certo senso impone, un referente etico comune, conferendo all’esperienza estetica un approdo ulteriore. L’immagine si trasfigura nella comprensione emotiva, così che guardare questi lavori espone al giusto rischio che appaiano sentimenti e propositi tacitati spesso dallo scorrere sordo dell’essere. Il tema di Pilato è l’insieme delle tracce, tracce devastanti del prendere un mare infido per una speranza, devota nel cuore, fragilissima nel mondo. A fronte di queste rappresentazioni del migrare torna alla memoria, in un contesto differente, il sintagma celebre di Primo Levi “Se questo è un uomo”. Azzardando astrazioni direi che la pittura di Antonio Pilato appartiene al continente del solo realismo possibile, quello che non parla con il lessico dell’immigrazione quotidiana, ma educa a vedere come si deve vedere: l’ “infanzia negata” è il degrado di una figura chiusa, priva di ogni gestualità, propria di quegli anni, una figura che vive nella sua stasi tale che evoca altra specie vivente. E gli altri bambini, angeli senza cielo, abbandonati sulla riva con la memoria o la visione di un viaggio che ha il peso del destino. Dovrei parlare del colore di Pilato: una tavolozza che ha preso tale confidenza con le sue risorse da costruire scene che catturano lo sguardo: sfondi paralizzanti, cieli crudeli, mari senza luce, ricchezze senza amore. E non vorrei dimenticare la “Carretta della speranza”, dove la distribuzione del colore nel variare della sua dovizia, delle apparizioni, delle luci, fa persino evocare un tratto di felicità, quello del partire, dell’abbandonare la sorte già prefigurata, la morte quotidiana, per aprirsi ad una storia incognita, per lo più pericolosa, ma ancora invisibile e assente. Dicevo del realismo etico, possibile solo per l’arte sapiente del colore, capace di divenire una profonda inquietudine che seleziona lo sguardo, lo coinvolge e, un poco come questo, lo opprime.

GUIDO BALLO

Antonio Pilato, artista di natura assai socievole e all’uopo aperto al confronto con gli altri, ha un temperamento orgoglioso, ma non risoluto, anche se le amare esperienze lo hanno reso piuttosto diffidente. In arte è portato all’abbandono, al lirismo e alla sensibilità del colore, pur restando vigile mentalmente al controllo della costruzione della forma, ma senza rigore.Nei momenti di impulso, che sono i più frequenti, affida il lirismo segreto al segno pittorico, agli accordi in superficie, con una sensibilità immediata. La sua attività pittorica è più aderente alla personalità inquieta quando si affida alla suggestione del colore; infatti le opere più personali e vive sono quelle in cui il colore diventa elemento costitutivo dell’immagine, con una sua forma. Il colore insomma è libero da schemi esterni, supera la stessa grafia, che assume in lui un valore solo ornativo. In alcuni paesaggi, quando la grafia è meno insistente, il colore ha risonanze timbriche sottili. In questo caso il lirismo si rivela acuto. I colori preferiti sono verdi pallidi, come lavati dalla pioggia, e verdi forti, agri e a volte anche pungenti, poi rosa e viola tenue, lilla e ocra acuti, azzurri lievissimi e tenebrosi. Si definisce irruente e personale, teso alla sintesi grafica, con deformazioni istintivamente espressive. Ama la solitudine meditativa, ha simpatia per i miseri che si contraggono in grida, per il dolore e il patire di natura non religiosa ma sociale.La libertà cromatica è il suo segno. L’assimilazione della composizione dei colori non è accademica, ma autonoma e meditata, come nei lirici pittori primitivi.Pilato ha sentito a lungo i particolari valori luminosi dell’ambiente siciliano in cui ha vissuto fino alla piena giovinezza, e da cui non si è mai distaccato. Parte sempre dalle risonanze interiori e dall’urgenza poetica. Il suo mondo è tutto fatto di luce e colori, di respiri, di nervi scoperti nell’attimo. I timbri sono esatti, ogni vibrazione coloristica ha un valore preciso, trovato per sicuro istinto, che non è mai cieco, ma guidato dal controllo critico, che non ha equivoci o pentimenti.I suoi motivi di paesaggi, di fiori, di nature morte, di figure aggrovigliate, come se volessero, senza riuscirci, liberarsi, che sono le più numerose, esprimono una soggettiva visione del mondo.L’artista si distingue, in definitiva, per la sua istintiva opposizione ad ogni mito neoclassico. Egli infatti rifugge da schemi monumentali e all’aspirazione a forme chiuse, che preferisce lasciare aperte nell’atmosfera. La sua è una pittura sempre più di tocco, in rapida, penetrante e vibrante esecuzione.

SALVATORE AUTOVINO – Direttore Museo Arte Moderna e Contemporanea Complesso Monumentale Gugliemo II – Monreale, Palermo

L’artista di origine siciliana, ma che vive ed opera a Milano, nella ricerca di una misura umanistica contemporanea, nelle sue opere rappresenta l’umanità che vive con le sue gioie e i suoi travagli di questo terzo millennio. Le fughe di clandestini, il terrorismo, le piaghe del nostro tempo, sono i temi dominanti di questa rassegna.Nel suo mondo espressivo, Pilato dipinge il destino dell’uomo; assorbe le violenze sociali della condizione umana, fatta soprattutto di proletari, da vinti e deboli.La pittura di Pilato, ispirata alla tradizione espressionistica e neorealista trae la materia per raccontare le vicissitudini della gente diseredata, alla ricerca di un mondo migliore.L’artista dà priorità alle idee e soprattutto ai problemi sociali. Per questo motivo il pittore diviene universo di tensioni. Le composizioni di Pilato sono straordinarie; in esse sono raffigurati volti smarriti,  ed episodi di clandestini che cercano di fuggire da una realtà triste ed amara; realismo del presente che misura tempo e storia.L’arte di Pilato si orienta verso la magica verità in cui la tensione è avvolta nella stessa creatività del pittore. Gli oggetti e i soggetti, definiti da tratti e cromie forti, sono pulsanti, essi rappresentano l’uomo di oggi e il suo tempo.Pilato conosce e condivide le sofferenze e le attese dei deboli, degli innocenti, di bimbi pietrificati dall’orrore delle guerre e dalla fame, delle donne racchiuse ancora nei classici burqua. Egli sa ben raffigurare uomini martoriati dalla fatica ed evidenzia nei loro visi i lineamenti scarni in cui è palese la disperazione; nelle sue tele la vita e la morte sembrano essere le principali protagoniste. Egli, guidato da una morsa segnica, simboleggia vicissitudini e patimenti.L’artista però non dimentica che la pittura, oltre al dramma delle lotte sociali, è anche ordine di forme e colori. Nelle sue opere il pittore matura un percorso artistico ricco e variegato, che egli mette in vista con entusiasmo e passione.Antonio Pilato riesce a creare un mondo di sfumature, di stati d’animo che, negli effetti di luce e di ombre, genera una profonda atmosfera: Il pittore fa palpitare il sentimento al cospetto della realtà: nelle sue opere presenta un universo reale che sa di magia e simbolo.Nella poderosa articolazione di colori, Pilato è interessato alla esaltazione volumetrica delle forme, alla trasfigurazione metafisica di realtà umili. Nelle sue creazioni pittoriche, narra eventi cosmici fatti di fatiche e di silenzi, che rivelano la coscienza di un’epoca.Nella sua energia creativa non certo manca una sicura suggestione in cui rivivono i rivolgimenti storici, ideologici di questi ultimi anni.La pittura di Pilato è anche teatro di un arte che assorbe accenti popolari e voci della cultura siciliana: egli è un pittore che intende mantenere le radici della sua terra e a questo profondo e fedele attaccamento alla sua isola, riconduce l’assenza e il valore del suo lavoro.L’artista sperimenta il mondo del Verga e nel colore plastico attesta la sensibilità delle emozioni mediterranee e trascrive la povertà esistenziale degli umili: La sua arte è narrazione dell’esistenza, la sua pittura è testimonianza della storia quotidiana.Egli rappresenta la terra di Sicilia e la sua gente appartenente al solo di sempre.I paesaggi siciliani, le nature morte sanno di una pittura lucida, il cui cromatismo dà una spazialità che si orienta verso la magica verità della poesia. Nella loro semplicità sanno di un qualcosa che è di matrice intellettuale ed estetica. L’eleganza cromatica, il senso poetico rimandano ad un mondo di memorie, di meditazione del vero.L’impianto pittorico di Pilato è contrassegnato da emozioni dettate dal profondo del cuore e nelle proprie opere, l’artista sa creare forme fluide dove lo specchio dell’anima sa riflettere attese e desideri.L’espressionismo mediterraneo di Pilato si rafforza nei quadri e negli acquarelli dedicati alle “vicine di casa in Sicilia”. In questi scenari le figure di donne, intente a dialogare sul quotidiano rosario della vita, dominano coi loro vestiti dalle ampie stesure di giallo e di rosso: il tocco sapiente dell’artista rende piacevoli anche gli scorci di paesaggi e contribuisce a valorizzare i magnifici panorami della sua terra natia.Una delicata e continua precisione di contorni e di elementi dà alle opere un senso di serenità in cui la luce sembra assorbita secondo modulazioni incantevoli che colpiscono profondamente.Il pittore nei suoi dipinti riesce ad analizzare la complessità dell’uomo e della realtà che lo circonda.

Ad Antonio Pilato, con profonda stima, auguro ancora tantissimi consensi di critica e di pubblico ed una splendida e brillante carriera.